238 giorni

238 giorni equivalgono a circa 7 mesi e 25 giorni

All’indomani del 17 ottobre 2027, anzi direi la sera stessa Vignette incazzate su Instagram pubblica quello che per me era e resta il giusto verso della medaglia. Mentre le destre estreme e non e qualcun altro denuncia solo le vetrine spaccate a Milano e gli oggetti – e dico oggetti, cose – rubate a Milano, si perde via via mediaticamente il senso di ciò che è accaduto il 16 e il 17 ottobre e che era da tanto anche nella mia piccola e provinciale città mediopadana non avveniva: i ragazzi e le ragazze della GenZ, i  miei figli e nipoti a cui abbiamo rubato il futuro e che ci guardano sempre più depressi e di corsa alla luce fioca di schermi e lampade a led Sono scesi in piazza a Migliaia.

Per cose molto semplici giuste e umane: la pace e non la guerra, una scuola decente che non cade letteralmente a pezzi senso lato e figurato, una scuola che accolga e non sia razzista e una scuola solidale e non classista. Spinti dal vento francese che soffia ormai ininterrotto dall’inizio di settembre i nostri hanno smesso di farsi dei six seven e ci hanno dato e ci stanno una grande lezione di dissenso e protesta democratica. E il conflitto è stato criminalizzato, immediatamente.

Vignette incazzate rimette in luce il giusto verso della medaglia e da quel momento in poi l’algoritmo o la realtà mi mostra una serie di letture che non si chiudono on un angolo ma rivendicano e analizzano : ovvero che cosa è violenza.

“La violenza non è una risposta…è una conseguenza cazzo..”

Sotto questo post io, che on scrivo mai sui social o poco poco, che ci metto poco impegno, mi sento invece chiamata in causa e esco anche io dal mio angolo di vita messa in stand by da quasi otto mesi

238 giorni che equivalgono a 7 mesi e 25 giorni per una coxoartrosi grave per cui

Sto vivendo ai margini della mia vita in attesa che mi venga restituita dalla sanità pubblica.

Esco dal torpore della mia pena personale che non voglio sia individualista ma alla fine l’handicap e il dolore me li becco io, e molto sommessamente scrivo ciò che mi accade in poche righe ovvero: ANCHE ciò che sto vivendo è violenza.

“Non essere operata dopo quasi otto mesi di attesa, essere in malattia, non avere l’assicurazione fresca fresca del Ministero che può coprire l’intervento per una clausola assurda, non poter fare il mio lavoro, camminare, vivere normalmente da un anno, camminare, passeggiare, camminare, camminare…questa è violenza

Il post riceve a oggi 473 cuoricini, come la canzone

E questo mi intima

Ora racconto questa attesa e faccio della mia inccazzatura depressa una piccola finestrella di reale, della serie come vivono le persone di mezza età in una delle regioni più operose e virtuose d’Italia se gli viene un’artrosi all’anca

238 giorni equivalgono a circa 7 mesi e 25 giorni

Vivono così, appesi a una speranza di data di intervento chirurgico che non arriva

Nell’ex emilia rossa, progressista e ormai alla canna del gas

E io sono solo un caso, peraltro risolvibilissimo con protesi, su migliaia.

Su migliaia che chissà come stanno.


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